STUDIO LEGALE SINISI

FONDATO DALL'AVV. ALDO SINISI - TOGA D’ORO

Per calcolare il tasso soglia degli interessi di mora è necessario applicare al tasso soglia indicato dal D.M. la maggiorazione del 2,1%

Usura del tasso di mora

Segnalo l’ordinanza del 7/2/2019 resa dal Tribunale di Pavia, Dr. Francesco Rocca, nell’ambito della esecuzione immobiliare n.177/2015 RGE, da me seguita, a definizione di un’opposizione incidentale.

Detta ordinanza, riguardante sia l’applicazione della maggiorazione utilizzabile per il calcolo dell’usurarietà del tasso di mora, sia il tipo di opposizione da proporre in relazione al quantum dell’ammontare precettato, si rivela di particolare interesse poiché il Giudice dell’Esecuzione, accogliendo la mia tesi difensiva, si è espressamente discostato dalla recente Ordinanza della Corte di Cassazione n.27442/2018 (relatore Rossetti) ed ha ritenuto che:

  1. con riferimento alla denunciata usurarietà degli interessi di mora - seguendo il preferibile indirizzo giurisprudenziale, da ultimo Trib. Roma, sent. n. 22453/2018, consultabile sul sito www.dirittobancario.it che si discosta, a parere dello scrivente correttamente, dalla recente ordinanza della Corte di Cassazione n. 27442/2018 - va osservato per calcolare il tasso soglia degli interessi di mora è necessario applicare al tasso soglia indicato dal decreto ministeriale periodicamente pubblicato una maggiorazione del 2,1%
  2. l’operazione di equiparazione gli interessi di mora al tasso soglia tout court, senza l’applicazione della predetta maggiorazione suggerita dalla Banca d’Italia, restituisce un dato privo di significatività dal momento che le maggiorazioni mediamente praticate dalle banche in caso di ritardato pagamento (appunto gli interessi di mora) non sono inserite nel calcolo dei TEGM, a loro volta base di calcolo delle soglie antiusura”;
  3. rilevato che, ragionando diversamente - prevendo cioè l’inserimento del tasso di mora nel TEGM - si finirebbe per determinare un eccessivo innalzamento delle soglie in danno della clientela;
  4. rilevato che l’esigenza che la comparazione tra soglie e tassi venga effettuato rispettando il principio di omogeneità tra tasso praticato in concreto (c.d. TEG) e tasso effettivo globale medio (c.d. TEGM) è stata affermata dalle Sezioni Unite n. 16303/2018 rispetto alle commissioni di massimo scoperto;
  5. considerato che in quell’occasione le Sezioni Unite hanno affermato un principio che appare estensibile al problema, per molti versi analogo, degli interessi di mora;
  6. tale ragionamento va simmetricamente esteso anche agli interessi moratori, i quali non sono inclusi nel calcolo del TEGM ma per essi è prevista una rilevazione periodica da parte della Banca d’Italia (con il d.m. 21.12.2017 tale maggiorazione è stata rideterminata nell’1,9%)
  7. le contestazioni afferenti unicamente sul quantum dell’ammontare precettato vanno risolte con il rimedio di cui all’art. 512 c.p.c. e non con l’opposizione all’esecuzione”.
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